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Quando la scelta del sistema diventa una decisione strategica

Ralf Plänkers
Founder & CEO
Wealthcom

La tecnologia sta diventando una questione strategica per i gestori patrimoniali indipendenti: quale sistema IT determinerà la loro competitività in futuro - e chi è pronto a farlo?
Ralf Plankers
I gestori patrimoniali indipendenti si trovano di fronte a uno sviluppo che a prima vista può sembrare tecnico, ma che in realtà ha una portata strategica: la scelta dell'infrastruttura IT - in particolare del PMS e del CRM - determinerà la possibilità di crescere o di essere frenati.

Con l'aumento dell'importanza del modello di operatore indipendente, le esigenze si stanno spostando: la pressione normativa, l'aumento dei costi e le crescenti aspettative dei clienti fanno sì che l'infrastruttura tecnologica non possa più essere considerata un semplice strumento di supporto. Sta diventando un elemento centrale del modello di business.

Molti dei sistemi esistenti sono stati originariamente progettati per grandi istituzioni. Sono quindi complessi, costosi e legati a lunghi progetti di implementazione. In pratica, ciò significa spesso progetti della durata di diversi mesi, investimenti iniziali elevati e risorse mobilitate, senza alcuna garanzia che il sistema soddisfi realmente le esigenze nel tempo. Per i gestori patrimoniali di piccole e medie dimensioni, il dilemma è chiaro: o investire ingenti risorse in soluzioni che coprono solo parzialmente le loro esigenze, o continuare con strumenti frammentati e processi manuali.

Allo stesso tempo, le aspettative dei clienti finali stanno cambiando. Le generazioni più giovani, in particolare, chiedono un accesso digitale, trasparente e permanente ai loro beni. La qualità dell'interazione gioca un ruolo centrale, in particolare attraverso applicazioni intuitive e di marca, accessibili sia ai clienti che hanno dimestichezza con la tecnologia digitale sia a quelli che ne hanno meno.

A ciò si aggiunge un tema che molti operatori del mercato stanno ancora affrontando con cautela: l'intelligenza artificiale. Non si tratta tanto di funzionalità isolate, quanto di processi end-to-end: dalla generazione di proposte d'investimento (ad esempio tramite il ribilanciamento assistito dall'intelligenza artificiale), ai controlli pre-trade e di idoneità, fino alla convalida digitale che può essere verificata dal cliente.
In questo contesto, la scelta del sistema diventa una questione di tempistica. Perché è l'architettura tecnologica a determinare la velocità con cui questi sviluppi possono essere integrati. I sistemi che oggi possono essere ampliati solo con un notevole sforzo rischiano di diventare un ostacolo strutturale non appena i nuovi requisiti diventano critici per l'azienda.

Il rischio non è quello di non utilizzare l'IA oggi, ma di non essere in grado di implementarla abbastanza rapidamente domani.

Quindi la vera domanda non è se l'IA sia già ampiamente utilizzata oggi. Si tratta piuttosto di capire se l'infrastruttura attuale sarà in grado di sfruttare queste possibilità quando diventeranno veramente rilevanti.

Tre fattori diventano quindi centrali per qualsiasi decisione sul sistema:

Primo: Time-to-Value. Quanto velocemente il vostro sistema vi fa progredire? Lunghe fasi di implementazione ed elevati investimenti iniziali non solo ritardano i benefici, ma mobilitano anche le risorse e spesso creano un effetto lock-in che rende difficili le modifiche successive.

Secondo: l'adattabilità. Il sistema si adatta a voi o siete voi a dovervi adattare al sistema? Un'infrastruttura moderna deve essere modulare, integrarsi con i processi esistenti ed evolversi con i suoi utenti. I sistemi originariamente progettati per altri tipi di attori raggiungono rapidamente i loro limiti in questo senso.

Terzo: la sostenibilità. Siete pronti quando le nuove tecnologie diventeranno veramente rilevanti? I sistemi progettati fin dall'inizio per incorporare l'innovazione offrono un vantaggio strutturale rispetto alle soluzioni in cui le estensioni vengono fatte solo a posteriori, e con dei limiti.
In quest'ottica, sta emergendo una nuova generazione di piattaforme, progettate specificamente per i gestori patrimoniali indipendenti, con un'attenzione particolare alla rapidità di implementazione, all'usabilità intuitiva e all'evoluzione continua.

Per i gestori patrimoniali, questo significa un nuovo modo di prendere decisioni. Non si tratta più di scegliere il sistema con il maggior numero di funzioni. Ciò che conta ora è se la soluzione scelta può crescere con il vostro modello di business e adattarsi a un ambiente che cambia più velocemente che mai.

Dopo tutto, la scelta del sistema non è una decisione informatica. È una scelta strategica.

Se doveste decidere oggi, scegliereste di nuovo la vostra attuale infrastruttura?

Per i gestori patrimoniali indipendenti, vale quindi la pena di mettere in discussione l'infrastruttura esistente e di incorporare nuovi approcci nella selezione. Perché spesso le vere differenze non sono nella funzionalità, ma nella velocità, nell'adattabilità e nella sostenibilità.

Per ulteriori analisi, visitate il sito www.wealthcom.com.

Biografia

Dr. Ralf Plänkers est cofondateur et CEO de Wealthcom. Il a précédemment occupé des postes de direction chez UBS, Vaudoise et McKinsey, avec une expertise en gestion de fortune, innovation fintech et transformation digitale. Il est titulaire d'un doctorat en informatique / IA de l'EPFL.

Chi siamo
Wealthcom est une fintech suisse qui repense l'infrastructure technologique des gérants de fortune indépendants. Elle propose une plateforme modulaire et cloud, déployable rapidement, intégrant une application client de gestion de patrimoine intuitive et soignée. La solution est conçue pour intégrer l'intelligence artificielle et évolue en continu grâce à une roadmap construite avec ses utilisateurs. https://www.wealthcom.com 
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