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«In tutto il settore, la trasparenza viene sempre più percepita non come un vincolo, ma come un catalizzatore.»

Intervista
Jovan Samardzic
Managing Director
StepStone
Di Jérôme Sicard, rédacteur en chef, SPHERE

Considerati a lungo poco trasparenti, i mercati del credito privato stanno ora diventando sempre più misurabili e comparabili. In un momento in cui gli investitori richiedono dati di migliore qualità e maggiore trasparenza, StepStone e Kroll hanno sviluppato benchmark proprietari per il segmento del credito privato. Il loro obiettivo è fornire un quadro più chiaro dei livelli di prezzo, dei rischi e delle performance attuali di questo segmento. Come spiega Jovan Samardzic, questa iniziativa illustra chiaramente la continua evoluzione dei mercati privati.

Jovan_Samardzic

I mercati privati sono spesso descritti come opachi per natura. Come è cambiato il livello di trasparenza negli ultimi anni, in particolare nel credito privato?
La trasparenza è migliorata notevolmente nel tempo, soprattutto sotto la spinta degli investitori. Poiché il credito privato è diventato una componente standard delle allocazioni strategiche, gli investitori hanno richiesto una comprensione molto più chiara dell'uso del loro capitale e della performance degli asset sottostanti.
Questo miglioramento può essere attribuito anche agli sviluppi normativi e alla trasformazione del mercato. Negli Stati Uniti, le Business Development Companies - veicoli di credito che investono nel mercato medio, quotati o meno - sono tenute a pubblicare relazioni dettagliate alla SEC, offrendo una maggiore visibilità sui portafogli, sui tassi di insolvenza e sulle componenti di Payment-in-Kind. Ciò non costituisce ancora una trasparenza completa a livello di singoli prestiti, ma rappresenta un significativo passo avanti.
Inoltre, iniziative come i nostri benchmark proprietari, sviluppati con Kroll, hanno fornito informazioni di mercato più strutturate e tempestive. È importante notare che queste iniziative sono state accolte molto bene dal settore. La maggiore trasparenza è ora vista come un motore di crescita per l'asset class, non come un vincolo.

Il miglioramento della trasparenza e della qualità dei dati trasformerà la percezione che gli investitori hanno dei mercati privati?
Sì, e questa tendenza è già in atto. Il credito privato, in particolare, è passato dall'essere un'allocazione di nicchia - o opportunistica - a diventare una componente centrale delle allocazioni strategiche di molti investitori istituzionali. Questo sviluppo non sarebbe stato possibile senza un significativo progresso nella trasparenza e nella qualità dei dati.
Con l'aumento delle allocazioni, le esigenze degli investitori si evolvono. Quando gli impegni diventano significativi, hanno bisogno di una comprensione molto più granulare delle esposizioni, della costruzione del portafoglio, degli standard di origine e dei driver di performance. Dati più strutturati consentono una due diligence più rigorosa, benchmark più solidi e un monitoraggio più continuo, tutti elementi che rafforzano la fiducia degli investitori.
Una maggiore trasparenza aiuta anche a inquadrare le discussioni di mercato, spostandole da una lettura spesso aneddotica a un approccio realmente basato sui fatti. In ambienti meno trasparenti, eventi creditizi isolati possono facilmente distorcere le percezioni del mercato. Dati più ampi e rappresentativi aiutano a contestualizzare questi eventi e a valutare se sono sistemici o idiosincratici. Ciò limita le reazioni eccessive e incoraggia decisioni di allocazione più razionali.

Un altro effetto chiave è la comparabilità. Dati migliori consentono agli investitori di collocare il credito privato in relazione ad altre classi di attività, come i prestiti sindacati o l'high yield. Questo quadro comparativo è essenziale per la costruzione del portafoglio e conferma che i mercati privati possono ora essere analizzati in modo rigoroso.
In tutto il settore, la trasparenza non è più vista come un vincolo ma come una leva. La maggior parte degli operatori riconosce che dati migliori e una maggiore apertura ampliano la base degli investitori, approfondiscono il mercato e sostengono una crescita sostenibile.

Quali sono i principali miglioramenti riscontrati nella disponibilità e nella qualità dei dati?
Dieci anni fa, la raccolta dei dati era molto meno istituzionalizzata. Le informazioni erano spesso archiviate in fogli di calcolo, i set di dati erano incompleti e gli standard di rendicontazione erano molto eterogenei.
Oggi molti GP hanno creato veri e propri sistemi di reporting e team dedicati ai dati. Le note di investimento e i contratti di credito sono ora sistematicamente digitalizzati e strutturati.
Questo sviluppo è stato in gran parte determinato da requisiti di due diligence più stringenti, dato che le allocazioni sono aumentate. Per gli aggregatori di dati come noi, questo cambia tutto. L'accesso è più facile, la copertura è più ampia e la coerenza è molto migliore rispetto a dieci anni fa.

Quali sono le lezioni più importanti che avete imparato dall'aggregazione di questi dati?
Avere accesso a una vasta gamma di dati ci permette di monitorare le tendenze del mercato in tempo quasi reale, inserendole al contempo in una prospettiva storica di lungo periodo. La compressione degli spread negli ultimi anni ne è un buon esempio. Grazie ai nostri dati, possiamo seguire questa tendenza negli ultimi anni, ma anche nell'arco di 10-15 anni, e confrontarla con altri segmenti come i prestiti sindacati o l'high yield.
Questa prospettiva è essenziale per comprendere il ruolo del credito privato nell'equilibrio complessivo tra rischio e rendimento.

Qual è stata la motivazione iniziale dello sviluppo dei benchmark Kroll-StepStone?
Fin dall'inizio abbiamo ritenuto che i dati fossero diventati fondamentali per la due diligence, la costruzione del portafoglio e la comprensione dell'asset class. Nel corso del tempo, abbiamo costruito un database interno molto ampio e abbiamo identificato una serie di carenze del mercato: trasparenza insufficiente, osservazioni spesso aneddotiche piuttosto che basate sui dati, mancanza di velocità e rappresentatività limitata, soprattutto in Europa.
È in questo contesto che abbiamo iniziato a discutere con Kroll, che raccoglie anch'essa un volume significativo di dati attraverso le sue attività di valutazione. Insieme abbiamo sviluppato questi benchmark proprietari per fornire una visione più ampia, più rapida e più focalizzata sui fondamentali del mercato.

I dati che elaborate mettono in discussione alcune idee preconcette?
Semmai confermano le caratteristiche fondamentali dell'asset class. Il credito privato, e più specificamente il direct lending, rimane una classe d'investimento solida, composta principalmente da prestiti garantiti senior, posizionati al vertice della struttura del capitale. I rendimenti derivano principalmente dal reddito da cedola e non dall'apprezzamento del capitale. La logica d'investimento si basa sulla generazione di reddito e sulla protezione dai ribassi. Questo profilo non è cambiato strutturalmente.

Quanto è ampio il vostro universo di ricerca?
All'interno dei portafogli di StepStone, siamo investiti in oltre 1.500 crediti. Nell'ambito dei benchmark di Kroll-StepStone, monitoriamo costantemente oltre 3.000 prestiti. Storicamente, il nostro database ha coperto più di 16.000 prestiti dal 2010-2011, con un raro grado di rappresentatività, sia negli Stati Uniti che in Europa.

Qual è il profilo tipico delle aziende finanziate oggi?
Il nucleo del mercato si trova nella fascia media, con aziende che generano un EBITDA compreso tra 25 e 75 milioni di dollari. La leva finanziaria media è di circa 5 volte l'EBITDA. I margini di EBITDA variano generalmente dal 15% al 30%, con una mediana di circa il 20%. Il rapporto di copertura degli interessi è attualmente di circa 2,25. Circa il 90% dei mutuatari è di proprietà di fondi di private equity. Nel complesso, il profilo fondamentale dei mutuatari è rimasto stabile.

Biographie

Jovan Samardzic — Managing Director, StepStone
Jovan Samardzic est managing director chez StepStone et membre de l'équipe de gestion de portefeuille private debt, où il supervise la majorité des portefeuilles du groupe. Il dirige également les activités de recherche et d'analyse liées à la construction de portefeuilles et à l'évaluation des risques et performances. StepStone est un investisseur mondial en marchés privés qui supervise plus de 800 milliards de dollars de capital. En partenariat avec Kroll, le groupe contribue aux Kroll StepStone Private Credit Benchmarks, fondés sur plus de 16'000 transactions, et qui fournissent des informations sur les niveaux de pricing, les performances et les risques du private credit. Jovan Samardzic est titulaire d'un Master en finance quantitative de l'Université de Zurich et de l'ETH Zurich, et d'un Master en ingénierie mécanique de l'Université de Belgrade. Il a également obtenu les certifications CFA et FRM.

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