
Quali sono le vostre priorità per i prossimi 12 mesi?
Sotto la spinta del gruppo della famiglia Ebene, che opera nel settore tecnologico, KeeSystem ha avviato una profonda trasformazione del proprio modello di business e del proprio posizionamento strategico. Nei prossimi dodici mesi, questa nuova fase di sviluppo si articolerà su tre priorità. La prima è l'eccellenza operativa, con il rafforzamento dei team di R&S, degli esperti di business e della direzione generale per accelerare i cicli di innovazione.
La seconda è la vicinanza al cliente. Abbiamo ripensato il modo in cui interagiamo con i nostri clienti, per migliorare la nostra reattività e fornire una risposta migliore alle sfide affrontate dai professionisti della gestione patrimoniale.
Infine, stiamo sviluppando la nostra piattaforma verso una maggiore modularità, interoperabilità e intelligenza incorporata. Questa trasformazione a 360 gradi ha un obiettivo chiaro. Vogliamo fare di KeeSystem un player di riferimento in grado di accompagnare le trasformazioni strutturali del wealth management, e forse anche di altri settori.
Perché KeeSystem ha scelto di affidare la gestione a un banchiere piuttosto che a un puro player tecnologico?
Questa scelta è innanzitutto strategica. Il mercato del wealthtech non è più solo tecnologia. Le sfide sono ormai tanto normative e operative quanto di business. Affidare la gestione di KeeSystem a una persona con un background bancario riflette la reale volontà di avvicinare la tecnologia alle realtà del territorio.
Questa visione ibrida, all'incrocio tra finanza e tecnologia, ci permette di anticipare con maggiore precisione le esigenze dei clienti e di trasformare gli strumenti tecnologici in veri e propri driver di performance. Oggi la differenza non si fa più solo sulla qualità della tecnologia, ma sulla capacità di allinearla agli usi e ai vincoli delle istituzioni finanziarie.
Come definirebbe oggi la strategia di medio termine di KeeSystem?La nostra strategia si basa sia sulla specializzazione che sull'apertura. Vogliamo rafforzare le nostre competenze nei nostri mercati tradizionali, in particolare il wealth management, i family office e, più in generale, gli operatori della gestione patrimoniale, aprendo al contempo la nostra piattaforma a un ecosistema più ampio.
Questo sviluppo si basa sull'interoperabilità e sulla modularità. La nostra ambizione è quella di offrire una piattaforma composita, in grado di adattarsi rapidamente ai cambiamenti normativi, tecnologici e commerciali dei nostri clienti. L'obiettivo non è più quello di imporre un unico strumento, ma di costruire una soluzione su misura per ogni organizzazione.
Si parla molto di agilità nel mondo delle wealthtech. E in KeeSystem?
Il termine agilità è spesso abusato. In KeeSystem lo affrontiamo in modo molto concreto e operativo. Questa agilità si riflette innanzitutto all'interno, attraverso una stretta interazione tra i team di business, di progetto e di ricerca e sviluppo. Si concretizza anche nel rapporto con i clienti, mettendo i nostri esperti direttamente in contatto con le loro problematiche quotidiane. Privilegiamo lo scambio diretto tra esperti aziendali e clienti, senza moltiplicare il numero di intermediari. Questo modo di organizzare le cose evita qualsiasi distorsione delle esigenze, velocizza il processo decisionale e migliora la pertinenza delle soluzioni proposte.
Come KeeSystem sta integrando l'intelligenza artificiale nelle sue soluzioni?
Preferiamo adottare un approccio pragmatico e chiaro. L'intelligenza è innanzitutto umana prima che artificiale. L'IA deve essere vista come uno strumento che aumenta, non che sostituisce.
In pratica, è già integrata nei nostri processi di progettazione e sviluppo. È il caso, ad esempio, dell'assistenza alla programmazione, dell'ottimizzazione del flusso di lavoro e del miglioramento dell'esperienza dell'utente.
Anche la padronanza dei prompt sta diventando un'abilità chiave all'interno dei nostri team, in un contesto in cui gli usi si evolvono a una velocità considerevole. Tuttavia, rimaniamo guidati da un principio essenziale: il potere ha valore solo se viene padroneggiato.
Come vede l'evoluzione dei PMS nei prossimi anni?
I PMS sono destinati a una profonda trasformazione. Si troveranno esposti a una serie di tendenze strutturanti, tra cui l'esplosione dei dati, il rafforzamento dei requisiti normativi e la crescente integrazione dell'intelligenza artificiale.
Queste piattaforme diventeranno più aperte, più modulari e, soprattutto, più intelligenti. Anche il loro ruolo si evolverà. Non saranno più solo strumenti di gestione, ma veri e propri centri decisionali in grado di anticipare, analizzare e consigliare.
Su quali nuovi prodotti o funzioni state lavorando?
Il nostro approccio rimane lo stesso. Il nostro punto di partenza sono i problemi concreti dei nostri clienti. Attualmente stiamo concentrando i nostri sforzi sul rafforzamento del nostro approccio modulare per garantire una maggiore flessibilità. Stiamo inoltre lavorando per migliorare la connettività e l'interoperabilità tra i sistemi, sviluppando al contempo nuovi mattoncini dedicati alla conformità e all'automazione.
L'obiettivo è quello di consentire ai nostri clienti di collegare facilmente il loro ecosistema, riducendo al contempo la complessità operativa.
È arrivato il momento per KeeSystem di diversificare il proprio modello di business?
Abbiamo già iniziato questa diversificazione. Ora la accelereremo in modo controllato, ampliando gradualmente i mercati a cui ci rivolgiamo, arricchendo la nostra offerta con servizi complementari e sviluppando partnership strategiche. La creazione di valore sostenibile per i nostri clienti rimane la nostra priorità. La diversificazione non è quindi fine a se stessa, ma è la naturale conseguenza del modo in cui l'azienda si sta evolvendo.
Cédric Cazes
KeeSystem
Cédric Cazes ha assunto ad aprile la direzione generale di Keesystem. Negli ultimi vent’anni ha lavorato presso un gruppo britannico e in una banca privata, a Monaco e in Svizzera. Successivamente è entrato a far parte di una fintech svizzero-monegasca in qualità di partner, dove ha dedicato tre anni allo sviluppo di software destinati a gestori patrimoniali e multi family office. Più recentemente, ha assunto la guida del dipartimento dei gestori patrimoniali e degli MFO per CMB Monaco, nell'ambito del suo sviluppo internazionale. Laureato in finanza, risorse umane e audit interno, ha inoltre conseguito un master in strategia.
