Più digitale e più modulare, la gestione patrimoniale si avvicinerà ancora di più alle esigenze degli investitori

Scritto da André Müller-Wegner | 4 nov 2026, 08:06:00

L’asset management ha sempre avuto la stessa missione: indirizzare il risparmio verso investimenti produttivi, al servizio dell’innovazione, delle imprese, delle infrastrutture e della previdenza. Questa missione non cambia. Sono i suoi strumenti – tokenizzazione, intelligenza artificiale, nuove strutture di fondi – a reinventarsi, e con essi il futuro stesso della piazza finanziaria svizzera.

Il settore svizzero della gestione patrimoniale gode oggi di fondamentali solidi. Tuttavia, l’evoluzione delle aspettative degli investitori, i progressi tecnologici e l’intensificarsi della concorrenza internazionale stanno trasformando profondamente gli standard del settore.

Con circa 3'800 miliardi di franchi di patrimonio, la Svizzera figura tra i principali centri europei della gestione patrimoniale, avendo continuamente rafforzato la propria posizione negli ultimi anni. Un risultato che tuttavia non può essere considerato definitivo.

L’Asset Management Study 2026, pubblicato dall’Asset Management Association Switzerland, lo dimostra chiaramente: le condizioni quadro stanno cambiando. La concorrenza internazionale si intensifica, i requisiti normativi aumentano, le innovazioni tecnologiche trasformano le catene del valore e gli investitori si aspettano soluzioni sempre più flessibili e personalizzate. I gestori svizzeri sono quindi spinti a migliorare l’efficienza, a innovare maggiormente e a concentrarsi ancora di più sull’esperienza del cliente. La sfida per la Svizzera è ora quella di preservare la propria attrattiva, sia come centro di gestione patrimoniale che come piattaforma internazionale di distribuzione.

Infatti, il fabbisogno di capitale privato – che sia destinato alle imprese, alle infrastrutture, all’innovazione, alla trasformazione economica o alla previdenza per la vecchiaia – non smette di crescere. Il futuro dell’asset management è quindi anche una questione di competitività economica per la Svizzera. Sarà proprio questa a determinare se il capitale, l’innovazione e la crescita si svilupperanno qui o in altre piazze finanziarie.

È innanzitutto utile tornare alla ragion d’essere del nostro settore. L’asset management viene spesso valutato in base al patrimonio gestito e alle performance che esso genera. Il suo ruolo fondamentale, tuttavia, risiede altrove. Consiste innanzitutto nell’orientare il risparmio verso investimenti produttivi al fine di sostenere l’innovazione, la crescita e la creazione di valore a lungo termine. La missione rimane la stessa, ma gli strumenti per realizzarla si stanno reinventando. Sarebbe quindi riduttivo considerare il futuro dell’asset management esclusivamente dal punto di vista tecnologico. La tecnologia non è fine a se stessa. Deve innanzitutto consentire al settore di guadagnare in efficienza, grazie a processi più performanti e a un accesso più ampio alle opportunità di investimento.

Per l’AMAS, questa sfida rappresenta uno dei principali assi strategici dei prossimi anni. È necessario rafforzare la competitività della gestione patrimoniale svizzera, creando al contempo le condizioni che consentano a un numero maggiore di investitori di accedere alle opportunità offerte dai mercati dei capitali.

Questa evoluzione richiede anche un cambiamento di prospettiva all’interno dello stesso settore. Per decenni, l’approccio si è spesso concentrato sui prodotti finanziari. In futuro, le esigenze degli investitori dovranno costituire in misura maggiore il punto di partenza. Non si tratterà più di moltiplicare le nuove soluzioni, ma di costruire approcci di investimento articolati in modo intelligente. Il futuro appartiene a concetti di investimento in grado di integrare diverse classi di attività, profili di rischio e orizzonti di investimento, adattandosi al contempo con flessibilità all’evoluzione delle situazioni di vita.

Questa tendenza si sta già delineando. I mandati diretti, le nuove strutture di fondi o ancora il fractional trading ampliano le possibilità di costruire portafogli su misura.

Parallelamente, i mercati privati stanno acquisendo importanza e diventano una componente strategica dei portafogli a lungo termine, offrendo nuove fonti di diversificazione e rendimento. Si tratta ora di rendere questa classe di attività accessibile in modo responsabile a una cerchia più ampia di investitori, senza alterarne le specificità.

La sfida per il settore sarà ora quella di ampliare l’orizzonte delle possibilità. Gli ETF hanno profondamente trasformato l’accesso ai mercati dei capitali pubblici. Nuove strutture e nuovi veicoli di investimento consentiranno di andare oltre, aprendo la strada a soluzioni più flessibili e più adatte alle esigenze degli investitori.

Questa evoluzione non riguarda solo determinati concetti di investimento o determinate strutture di fondi. Riguarda anche l’infrastruttura stessa della gestione patrimoniale. Nei prossimi anni, le modalità di creazione, distribuzione, gestione, negoziazione e regolamento dei fondi saranno ripensate. È proprio qui che risiede una delle principali opportunità strategiche per il settore.

La tokenizzazione delle quote dei fondi e i registri digitali possono semplificare notevolmente questi processi e aprire la strada a una gestione patrimoniale più efficiente e personalizzata.

Questa capacità di costruire soluzioni più personalizzate sarà particolarmente importante man mano che le esigenze degli investitori diventeranno più diversificate. La rappresentazione digitale delle quote dei fondi e la maggiore automazione dei processi consentiranno di comporre i portafogli con maggiore precisione e di adattarli in modo più efficace alle aspettative individuali. Profilo di rischio, esigenze di liquidità, preferenze in materia di sostenibilità o considerazioni fiscali potranno così essere integrati direttamente nella struttura delle soluzioni di investimento. Si apre così una nuova strada che renderà le soluzioni personalizzate economicamente sostenibili al di là dei soli grandi mandati.

Questa dinamica è già in atto. Pictet e SIX Digital Exchange hanno in particolare sperimentato la frazionamento e il regolamento digitale dei titoli. Questi lavori si basano su nuove infrastrutture come SDX e BX Digital, che rendono possibile la negoziazione e il regolamento di attività tokenizzate in un quadro normativo.

Si sta così costruendo, passo dopo passo, una nuova architettura finanziaria che trasforma la logica stessa del settore. L’asset management diventerà più digitale, più modulare e si avvicinerà molto di più alle esigenze degli investitori. Il modo in cui il settore costruirà le infrastrutture di domani influenzerà direttamente la sua capacità di creare valore.

Anche l’intelligenza artificiale fa parte di questi nuovi strumenti. Rafforza la produttività della gestione patrimoniale, in particolare nella ricerca, nell’analisi dei rischi, nel monitoraggio dei portafogli, nel reporting e nei processi normativi. Non sostituisce né la competenza né la responsabilità dei professionisti degli investimenti, ma integra il loro lavoro apportando maggiore precisione, rapidità ed efficienza. Nella competizione tra le piazze finanziarie, la capacità di integrare queste tecnologie in modo pertinente diventa chiaramente un elemento di differenziazione.

La sostenibilità rimane un tema centrale, ma con un approccio ormai più pragmatico, maggiormente incentrato sui risultati ottenuti. La sfida non consiste nell’aggiungere nuovi standard, nuovi marchi di qualità o nuovi vincoli, ma nel determinare come il capitale possa essere allocato in modo sostenibile e contribuire efficacemente al finanziamento di un’economia produttiva. Ciò richiede un’analisi rigorosa dei rischi, un dialogo attivo con le imprese e una comprensione approfondita dei modelli economici in grado di creare valore sostenibile. Sostenibilità e performance non devono essere considerate antagoniste. Nel lungo termine, la creazione di valore si basa su imprese capaci di svilupparsi in modo duraturo.

Negli ultimi anni si è parlato molto della democratizzazione dei mercati dei capitali. Il prossimo passo sarà quello della democratizzazione della stessa gestione patrimoniale. Grazie a nuove strutture e a un’infrastruttura modernizzata, i concetti di investimento professionali diventeranno accessibili a un numero nettamente più ampio di investitori. Man mano che l’accesso ai mercati dei capitali diventa più semplice, un numero crescente di investitori potrà partecipare alla dinamica economica e costruire un patrimonio nel lungo termine. La gestione patrimoniale diventerà così un vettore essenziale della responsabilità finanziaria individuale.

Tutte queste evoluzioni rispondono, in definitiva, a un unico obiettivo: rendere i mercati dei capitali più efficienti.

A tal fine, la Svizzera ha bisogno delle giuste condizioni quadro. L’innovazione non nasce dal nulla. Richiede apertura normativa, connettività internazionale, accesso ai mercati e il riconoscimento che la gestione patrimoniale è una componente strategica della piazza finanziaria ed economica del Paese. La competitività della gestione patrimoniale svizzera va quindi oltre le sole sfide del settore. Determina anche la capacità dell’economia di mobilitare i capitali necessari al proprio sviluppo.

L’AMAS intende accompagnare questa trasformazione al fianco dei propri membri, con un obiettivo chiaro: rafforzare la competitività internazionale dell’asset management svizzero e promuovere l’innovazione in modo responsabile.