Mentre diversi istituti finanziari svizzeri stanno riducendo il proprio organico, J.P. Morgan segue un percorso diverso. Reinout Böttcher, responsabile della banca in Svizzera, intende continuare a investire e ad assumere personale. In particolare, intravede nuove opportunità nel settore delle medie imprese .
J.P. Morgan prosegue chiaramente la propria espansione in Svizzera. L’attività registra una forte crescita dall’inizio del 2026, come spiega Reinout Böttcher, CEO di J.P. Morgan Svizzera, in un’intervista a finews.
Questa crescita riguarda praticamente tutti i settori di attività. Nel Corporate Banking, la banca americana sta guadagnando terreno, mentre il settore Markets beneficia della persistente volatilità sui mercati dei capitali. Anche il Private Banking e l’Asset Management registrano una netta crescita, secondo Reinout Böttcher. In alcuni settori, tale crescita raggiunge un livello ragionevole, «a due cifre», precisa.
Il vuoto lasciato dal Credit Suisse
Le attività con le medie imprese svizzere rivestono un ruolo particolare in questa strategia. J.P. Morgan ha rafforzato il proprio organico in questo segmento negli ultimi anni. Questa espansione rientra in un’iniziativa globale della banca americana dedicata al mid-market.
Anche il consolidamento del settore bancario svizzero gioca a favore della banca. Con l’acquisizione del Credit Suisse da parte di UBS, si è creato un vuoto. Le imprese svizzere sarebbero oggi maggiormente interessate a diversificare i propri rapporti bancari. Questa evoluzione ha rafforzato la loro volontà di avviare trattative con istituti internazionali come J.P. Morgan.
L’offerta della banca americana si distingue da quella dei grandi istituti svizzeri. J.P. Morgan, ad esempio, non considera i pagamenti nazionali un settore prioritario. L’interesse è rivolto piuttosto alle imprese con una «attività internazionale sostanziale».
Fatturato fino a 500 milioni di franchi
È proprio in questo ambito che J.P. Morgan intende rafforzare la propria presenza presso il Mittelstand svizzero. Per la banca, il segmento mid-market comprende in linea di principio le imprese con un fatturato fino a 500 milioni di franchi. «Se vogliamo continuare a crescere, non possiamo concentrarci esclusivamente sulle prime 20 aziende dello SMI insieme ai nostri cinque principali concorrenti», afferma Böttcher.
J.P. Morgan intende continuare ad assumere
Questa strategia distingue inoltre J.P. Morgan da diversi istituti finanziari svizzeri che hanno annunciato programmi di risparmio e riduzioni di personale. «Noi stiamo invece andando in un’altra direzione. Vogliamo continuare ad assumere e a crescere.»
Ciò vale anche per la Svizzera. La banca non prevede di aumentare il proprio organico in tutti i settori, ma intende espandersi in modo mirato nei settori strategici. Reinout Böttcher rileva inoltre una certa differenza tra le banche americane ed europee. Secondo lui, gli istituti statunitensi tendono ad essere maggiormente orientati agli investimenti nella crescita. In Europa, l’accento è posto più spesso sul risultato e quindi anche sulla riduzione dei costi.
L’IA dovrebbe trasformare il mercato del lavoro
Ciò non significa tuttavia che J.P. Morgan sottovaluti i potenziali effetti dell’intelligenza artificiale sull’occupazione. Böttcher prevede che, a lungo termine, l’IA avrà un’influenza più significativa sul mercato del lavoro e determinerà un’evoluzione della natura delle attività. I guadagni in termini di efficienza potrebbero essere particolarmente significativi nel back-office. Vede inoltre un potenziale nel supporto alle attività del front-office. J.P. Morgan non ha tuttavia, in questa fase, alcun progetto concreto volto a ridurre le assunzioni in Svizzera a causa dell’IA.
Il mercato svizzero delle fusioni e acquisizioni segna il passo
Attualmente la situazione nell’investment banking svizzero è meno dinamica. Mentre il mercato globale delle fusioni e acquisizioni registra una forte attività nel 2026, con volumi particolarmente elevati negli Stati Uniti e in Europa, la Svizzera registra un andamento più modesto. Böttcher attribuisce questa situazione principalmente alla performance eccezionale dell’anno precedente. Il 2025 è stato un anno particolarmente forte per le fusioni e le acquisizioni in Svizzera. Il 2026 dovrebbe invece assomigliare maggiormente a un anno nella media.
Il CEO di J.P. Morgan non rileva alcun problema strutturale legato alla domanda. I clienti continuano a mostrare un vivo interesse per le operazioni di M&A. Ciò che finora è mancato quest’anno sono alcune operazioni di grande portata. In un mercato relativamente piccolo come quello svizzero, la loro assenza si fa sentire in modo particolare.
Böttcher non mette tuttavia in dubbio l’attrattiva del mercato svizzero nel lungo termine. La Svizzera conta un gran numero di società a grande e media capitalizzazione e offre ancora un notevole potenziale di crescita a J.P. Morgan. L’obiettivo è quindi chiaramente definito. «Dobbiamo ancora conquistare quote di mercato.»